GIOIA TAURO. E’ stato arrestato oggi a Lodi dagli uomini del Commissariato gioiese, collaborati dalla locale Squadra Mobile, Giovanni Olinto, 43 anni, originario di Reggio Calabria, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip presso il Tribunale di Palmi, per i reati di rapina e porto di strumenti atti ad offendere. Olinto è ritenuto responsabile della rapina perpetrata, il 7 dicembre dello scorso anno, ai danni della Banca Carime di Rosarno e che fruttò ai malviventi 5.615 euro. Quel giorno, due complici, penetrati all’interno della filiale, erano riusciti ad impossessarsi del denaro custodito in una cassaforte. Uno dei dipendenti, venne bloccato per il collo e minacciato con un taglierino. A seguito dell’attività investigativa, il personale del locale Commissariato, diretto dal dottor Leoluca Rocchè, con il supporto di strumentazioni ed analisi di polizia scientifica, ha trovato tracce utili per l’identificazione di uno dei rapinatori: le indagini dattiloscopiche sulle impronte rilevate nella filiale hanno accertato la corrispondenza con frammenti digitali di Giovanni Olinto, già fotosegnalato per una precedente rapina. Tali riscontri e l’identificazione dell’indagato attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza hanno consentito la ricostruzione dell’azione delittuosa. Olinto è, ora, in carcere a disposizione della magistratura competente. Continuano le indagini nei confronti del complice, al momento non identificato.Informazioni personali
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mercoledì 24 marzo 2010
Gioia Tauro. La Polizia arresta a Lodi rapinatore reggino
GIOIA TAURO. E’ stato arrestato oggi a Lodi dagli uomini del Commissariato gioiese, collaborati dalla locale Squadra Mobile, Giovanni Olinto, 43 anni, originario di Reggio Calabria, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip presso il Tribunale di Palmi, per i reati di rapina e porto di strumenti atti ad offendere. Olinto è ritenuto responsabile della rapina perpetrata, il 7 dicembre dello scorso anno, ai danni della Banca Carime di Rosarno e che fruttò ai malviventi 5.615 euro. Quel giorno, due complici, penetrati all’interno della filiale, erano riusciti ad impossessarsi del denaro custodito in una cassaforte. Uno dei dipendenti, venne bloccato per il collo e minacciato con un taglierino. A seguito dell’attività investigativa, il personale del locale Commissariato, diretto dal dottor Leoluca Rocchè, con il supporto di strumentazioni ed analisi di polizia scientifica, ha trovato tracce utili per l’identificazione di uno dei rapinatori: le indagini dattiloscopiche sulle impronte rilevate nella filiale hanno accertato la corrispondenza con frammenti digitali di Giovanni Olinto, già fotosegnalato per una precedente rapina. Tali riscontri e l’identificazione dell’indagato attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza hanno consentito la ricostruzione dell’azione delittuosa. Olinto è, ora, in carcere a disposizione della magistratura competente. Continuano le indagini nei confronti del complice, al momento non identificato.
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